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On-page SEO

Ottimizzazione sito web: come sfruttare l’On-page SEO per un posizionamento vincente

Autore

Team WillBe

CategoriE

On Page SEO

Tempo di lettura

12 minuti

PUBBLICAto il

29/09/2021

L’On-page SEO è quella branca della SEO che si occupa dell’ottimizzazione delle pagine web per il loro posizionamento sui motori di ricerca. Scopri in questa guida come funziona l’On-page SEO e perché è importante per l’ottimizzazione del tuo sito web.
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Cos’è la SEO

Quando parliamo di Search Engine Optimization, ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca, ci riferiamo a tutte quelle attività utili a posizionare un sito web più in alto possibile nella pagina dei risultati del motore di ricerca.
In poche parole, la SEO serve a far sì che le pagine di un sito internet compaiano nelle prime posizioni della SERP.

Glossario SEO essenziale
  • SERP: sta per Search Engine Result Page e indica la pagina dei risultati di ricerca, visualizzata dall’utente dopo aver effettuato una ricerca
  • Query: indica una ricerca effettuata sul motore, attraverso uno o più termini, detti anche parole chiave
  • Keyword: le keyword, conosciute anche come parole chiave o chiavi di ricerca, si riferiscono ai termini che vengono inseriti nel campo di ricerca quando si effettua una query sul motore. Possono essere sia singole parole che stringhe di testo più lunghe che comprendono più parole

L’ottimizzazione per i motori di ricerca si suddivide principalmente in due macroaree: On-page SEO e Off-page SEO.
Con On-page SEO si intende l’insieme di tutte le ottimizzazioni effettuate direttamente sulla pagina web del sito web, o sull’intero sito (per questo spesso si usa On-site SEO come sinonimo), con lo scopo principale di comunicare nel modo più efficace possibile di che cosa tratta il sito web e ottenere un buon posizionamento nella SERP.
Come avrai intuito, l’Off-page SEO è esattamente l’opposto rispetto all’On-page SEO, ovvero comprende tecniche di miglioramento del posizionamento che vengono svolte esternamente rispetto al sito web e che hanno a che fare soprattutto con l’aumento della domain authority, cioè l’autorità del dominio.

Cos’è un motore di ricerca e come funziona

Per capire come procedere con l’ottimizzazione SEO On-page del sito web in maniera efficace, dobbiamo prima chiarire un concetto chiave: i motori di ricerca.

Un motore di ricerca è un software creato per cercare informazioni in Internet in base a determinati parametri. Il motore di ricerca riceve una query di ricerca da parte dell’utente, e basandosi sulla query e su un algoritmo complesso (il Santo Graal di qualsiasi SEO Specialist!) restituisce una serie di risultati in una pagina definita SERP.

Inutile dirlo, oggi il motore di ricerca maggiormente tenuto in considerazione è Google, che detiene indiscutibilmente il primato di search engine più utilizzato dagli utenti di tutto il mondo. Ma non bisogna dimenticare che esistono anche altri player, come Bing, Yahoo! o Baidu (quest’ultimo è, tra l’altro, il search engine più usato in Cina).

L’importanza delle keyword

Come abbiamo accennato, una keyword è un insieme di uno o più termini utilizzati dall’utente per effettuare una ricerca sul web. Alcuni esempi di keyword possono essere “realizzazione siti web Torino”, “cos’è la SEO” o ancora “volo Roma Milano prezzi”.

Analizzare e pianificare le keyword è il primo step fondamentale per qualsiasi attività di ottimizzazione SEO di siti web, perché ti consente di capire cosa gli utenti cercano in rete, prevedere nuovi trend di ricerca e, soprattutto, raggiungere l’obiettivo di qualsiasi strategia SEO: posizionarsi il più in alto possibile nella SERP per le parole chiave specifiche del proprio business, incrementando il traffico e aumentando i lead.

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Cosa comprende l’On-page SEO

Ora che abbiamo chiarito alcuni concetti di base, passiamo ad approfondire la SEO On-page e i fattori di ottimizzazione che comprende.

Quando parliamo di ottimizzazione SEO, ci riferiamo a varie attività e buone pratiche che servono a migliorare il sito web agli occhi del motore di ricerca e dell’utente. Queste attività sono moltissime, alcune puramente tecniche, altre più contenutistiche e altre ancora un mix delle due cose. Per questo motivo è importante che il sito web venga realizzato e gestito nel tempo da un team che disponga di tutte le competenze necessarie, tecniche e non tecniche, per garantire che ogni attività di SEO venga eseguita correttamente ed efficacemente.

Le tecniche di On-page SEO riguardano varie parti del sito web e tengono in considerazione anche aspetti legati all’architettura dell’informazione, l’usabilità, le performance, e molto altro.

Come raccontato anche da Kristopher Jones su Search Engine Journal nel suo articolo “5 On-Site SEO Factors That Matter Most”, gli elementi da tenere in considerazione nell’ottimizzazione SEO On-page di un sito web sono molti, ma quelli a cui dovresti prestare maggiore attenzione sono cinque.

Vediamoli insieme.

Contenuto

Se ti stai interessando al SEO, avrai già letto decine di volte questa frase: Content is King.

Ma creare contenuti in un’ottica di strategia di content marketing non basta, devi assicurarti che i tuoi contenuti siano anche ottimizzati, ovvero rispettino quelle buone pratiche che piacciono tanto all’algoritmo di Google.

Cosa fare, dunque, per ottimizzare i tuoi contenuti?

1. Creare contenuti rilevanti per l’utente

Ciò che interessa maggiormente a Google è dare all’utente ciò che vuole, per questo il suo algoritmo viene aggiornato per migliorare sempre di più la comprensione della sintassi e della semantica delle query di ricerca.

Il tuo compito è pianificare le parole chiave dei tuoi contenuti analizzando anche l’intento di ricerca dell’utente, cioè devi comprendere non solo cosa l’utente sta cercando, ma anche cosa l’utente ha intenzione di fare con le informazioni che otterrà: vuole acquistare qualcosa? Sta cercando la definizione di un termine? Ha bisogno di accedere a una specifica pagina web?

Una volta che avrai chiarito la parola chiave principale del contenuto e il suo intento di ricerca, analizza le pagine migliori dei competitor e cerca parole semanticamente correlate.

2. Usare i contenuti Long-form

Un contenuto di tipo Long-form è, come potrai immaginare, un contenuto “lungo”, che risponde a quante più necessità dell’utente possibile e offre una visione aggiornata e completa circa un determinato argomento.

Una ricerca di HubSpot su quali contenuti ricevono più traffico ha dimostrato che gli articoli con 2.250 – 2.500 parole tendono a riscuotere più successo.

Crea contenuti lunghi, completi, che rispondano a tutti i quesiti che l’utente potrebbe cercare riguardo all’argomento principale che stai trattando e includi anche argomenti secondari correlati.

3. Organizzare efficacemente le informazioni

I tag HTML giocano ancora un ruolo importante nella creazione di contenuti.

Utilizzare correttamente gli elementi del codice HTML ti permette di:

  • comunicare al meglio l’intento e la sintassi del documento
  • organizzare il documento, migliorando la leggibilità per l’utente e per il motore di ricerca
  • facilitare la scansione della pagina
  • conquistare l’attenzione dell’utente velocemente

Assicurati dunque di inserire le tue keyword nel tag title, nell’URL e crea delle sezioni con heading adeguati (H2, H3, H4 ecc…) che contengano a loro volta le keyword relative.

[Approfondimento] Come vengono generati i titoli di pagina nella SERP di Google?

Come annunciato da Google nell’articolo “Aggiornamento alle modalità di generazione dei titoli delle pagine web”, il titolo di una pagina web visualizzato nella SERP viene generato tenendo in considerazione quali contenuti l’utente effettivamente troverà in quella pagina. 

Oltre al tag title, che resta l’elemento maggiormente preso in considerazione e per questo è consigliato concentrarsi sulla creazione di tag title HTML efficaci, il motore di ricerca in alcuni casi potrebbe utilizzare anche altri contenuti della pagina per creare il titolo mostrato nella SERP, come ad esempio il testo all’interno del tag <h1> o altri contenuti messi in rilievo nella pagina.

Engagement dell’utente

Il termine user engagement significa “coinvolgimento dell’utente” e misura quanto l’utente interagisce con il tuo sito web. Come si è sospettato a lungo, Google tiene conto del livello di user engagement e per questo dovresti tenerlo in considerazione nell’ottimizzazione SEO del tuo sito web.

Per misurare il livello di user engagement si usano vari parametri, tra cui metriche che puoi facilmente tenere sotto controllo utilizzando strumenti gratuiti messi a disposizione dai motori di ricerca stessi, come ad esempio Google Analytics, Google Search Console e Bing Webmaster Tools. Vediamo quali sono i parametri di user engagement più utili:

Pagine/sessione

Questo valore si trova nella dashboard di Google Analytics e indica la media di quante pagine vengono visualizzate durante una sessione

Come puoi intuire, più il valore è alto, meglio è, perché significa che gli utenti visualizzano molte pagine del tuo sito prima di abbandonarlo.

Accertati, dunque, di inserire link interni e call to action rilevanti e ben visibili, per invogliare e facilitare l’utente nella navigazione.

Frequenza di rimbalzo

Anche Il bounce rate, o frequenza di rimbalzo, è presente nella dashboard di Google Analytics e consiste in un valore percentuale che indica le sessioni di una sola pagina, ovvero quante volte l’utente arriva sul tuo sito e ne esce senza aver visualizzato altre pagine.

In generale, dovresti cercare di mantenere questo valore il più basso possibile, creando contenuti coinvolgenti, migliorando la velocità di caricamento delle pagine, evitando di aggiungere popup e pubblicità troppo invasivi, scrivendo contenuti in un’ottica di SEO copywriting efficace.

Tuttavia, un bounce rate elevato non è necessariamente un male. Se ci pensi, in certi casi potrebbe voler dire che le tue pagine rispondono adeguatamente alla richiesta dell’utente e che quindi l’utente non ha bisogno di ulteriori approfondimenti.
Allo stesso tempo, può indicare che il contenuto della pagina non è efficace e spinge l’utente a cercare risposte altrove.

Dunque, se ti stai chiedendo se avere una frequenza di rimbalzo elevata sia un bene o un male, la risposta è: dipende. Dipende dal tipo di contenuto, dall’intento di ricerca, dall’obiettivo specifico della pagina e del sito web.

Click-Through Rate (CTR)

Il Click-Through Rate è un valore percentuale che puoi visualizzare nella Google Search Console e su Bing Webmaster Tools e serve a indicare quante volte una impression porta a un click, ovvero quante volte l’utente, dopo aver visualizzato la pagina della SERP che contiene fra i risultati il tuo sito web, ha poi cliccato su quel risultato e visitato la pagina del tuo sito.

Un CTR basso indica che il risultato mostrato in SERP non è abbastanza rilevante rispetto alla ricerca dell’utente oppure che non è sufficientemente invitante.

Per migliorare il Click-Through Rate, accertati di scrivere title tag e meta description della giusta lunghezza, inserisci al loro interno le parole chiave esatte (in questo modo verranno visualizzate in grassetto) e aggiungi concetti invitanti per l’utente, ad esempio “Ottieni ora a prezzo scontato” o ancora “Scarica gratuitamente”.

Struttura tecnica

L’architettura tecnica del sito web è di fondamentale importanza per qualsiasi attività di SEO: senza delle buone basi, la struttura di contenuti è destinata a crollare.

Questo aspetto ha a che fare con la SEO tecnica, in inglese Technical SEO, ovvero quella branca dell’On-page SEO che si occupa di tutti gli aspetti tecnici che influiscono sull’ottimizzazione per i motori di ricerca, come ad esempio i Core Web Vitals, la sitemap XML o il file robots.txt. 

[Approfondimento] I Core Web Vitals di Google

Google utilizza alcuni parametri per determinare la qualità della user experience di una pagina web, ovvero quanto l’esperienza fornita all’utente è soddisfacente. 
Questi parametri si chiamano Web Vitals, o segnali vitali, e ce ne sono tre più importanti di tutti, definiti Core Web Vitals e fondamentali per un’ottimizzazione efficace del sito web.

I Core Web Vitals sono:

  1. LCP (Largest Contentful Paint): indica la velocità di caricamento della pagina, più nello specifico il tempo che impiega l’elemento più grande ad essere renderizzato. L’ideale è caricare il contenuto “above the fold”, cioè nella prima parte della pagina, entro 2,5 secondi
  2. FID (First Input Delay): determina in quanto tempo la pagina diventa interattiva, misurando i millisecondi che trascorrono da quando l’utente interagisce per la prima volta con la pagina a quando il browser è effettivamente in grado di rispondere alla richiesta (es. click su un link). Per ottenere un buon punteggio, l’utente dovrebbe essere in grado di interagire con la pagina web entro i 100 millisecondi
  3. CLS (Cumlative Layout Shift): misura la stabilità visiva del layout, ovvero se gli elementi della pagina si spostano durante la visita della pagina. Questo parametro viene espresso in un punteggio che dovrebbe essere meno di 0,1 e viene calcolato in base alla distanza a cui gli elementi si spostano e allo spazio che occupano prima e dopo lo spostamento.
 

Google mette a disposizione dei webmaster vari strumenti che permettono di analizzare i Core Web Vitals del proprio sito web e ottimizzarli. Quello più usato da tutti è sicuramente PageSpeed Insights, che analizza l’URL e stabilisce un punteggio da 0 a 100 per desktop e mobile, fornendo inoltre indicazioni dettagliate su azioni specifiche da utilizzare per migliorare il punteggio.

Sebbene venga spesso trascurata, la Technical SEO è una parte fondamentale della SEO e chiunque si occupi di realizzazione di siti web dovrebbe avere le competenze tecniche necessarie per la sua ottimizzazione.

Le best practice di SEO tecnica migliorano in particolare questi aspetti del sito web:

Crawlability

Questo termine può essere tradotto letteralmente con “livello di scansionabilità” e indica la capacità del motore di ricerca di accedere al tuo sito web e scansionare il contenuto di una pagina. Questo passaggio è necessario perché il motore di ricerca, successivamente, lo indicizzi, ovvero inserisca le pagine del sito nel proprio indice e, in seguito, le mostri all’utente che effettua una ricerca.

La scansione avviene attraverso i crawler, detti anche spider o bot, del motore di ricerca, che “entrano” nel sito e da una pagina proseguono a scansionare le altre pagine attraverso link interni (esattamente come farebbe un utente umano) o link presenti nella sitemap.

È importante, dunque, che il tuo sito abbia una sitemap ottimizzata e che questa venga inviata manualmente ai motori di ricerca (attraverso Google Search Console e Bing Webmaster Tools). 

Utilizza il file robots.txt e i tag meta adeguati per comunicare ai crawler quali pagine non vuoi che vengano scansionate o indicizzate.
Assicurati, poi, che non ci siano catene di redirect e utilizza i parametri per gli URL dinamici.

Sicurezza

Fra le varie misure di sicurezza che il tuo sito dovrebbe avere, quella che interessa maggiormente Google è l’utilizzo del protocollo HTTPS. Questo protocollo permette di trasmettere i dati in maniera sicura, criptando i dati HTTP e assicurandone l’autenticità attraverso il certificato SSL o TLS.

Succede spesso che un sito web presenti problemi di mixed content, o contenuto misto in italiano, il che significa che un url HTTPS fornisce parte dei suoi contenuti tramite protocollo HTTP. Questo accade generalmente per immagini, file audio, video, file CSS e JavaScript e si verifica soprattutto quando un sito web non viene migrato correttamente da HTTP a HTTPS.

Accertati quindi che il dominio del tuo sito abbia un certificato SSL o TLS abbinato e che le pagine web siano raggiungibili da HTTPS. 

Tutte le pagine HTTP dovrebbero ridirezionare alla loro controparte HTTPS (puoi farlo scrivendo un’istruzione specifica nel file .htaccess) e il file robots.txt deve contenere il link alla sitemap.

Inoltre, utilizza strumenti come Screaming Frog per scansionare il tuo sito e identificare eventuali errori di contenuto misto.

URL puliti

Un altro errore da evitare è la presenza di link rotti, cioè collegamenti che portano a pagine inesistenti (il famoso errore 404) o a redirect.

In generale, sebbene possa accadere che tu abbia bisogno di spostare una pagina ad un URL diverso e di creare un redirect – in questo caso, come suggerisce anche Google, opta per reindirizzamenti lato server come il famoso redirect permanente con codice 301 – dovresti cercare di avere solo URL con codice di status HTTP 200, ovvero codici si successo che indicano che la richiesta è stata correttamente elaborata dal server.

Esegui dunque scansioni periodiche del tuo sito per individuare e risolvere errori 4xx e 5xx (pagine non raggiungibili o errori del server), utilizza i redirect lato server per correggere gli errori di URL inesistenti o di contenuti spostati, crea una pagina 404 personalizzata che reindirizzi il traffico verso URL rilevanti.

Internal Linking

L’Internal lInking consiste nella creazione di collegamenti tra pagine correlate all’interno di un sito web, utilizzando link interni presenti, ad esempio, nei menu di navigazione o nel body dei contenuti.

Una buona strategia di linking interno è importante per vari aspetti della SEO:

  • Crawlability
  • User Experience
  • Contenuti
  • Link Building

Non è sempre facile mantenere una buona struttura di linking interno, soprattutto man mano che il sito web cresce e con esso anche il numero di contenuti e gli obiettivi di business.

Per una strategia di Internal Linking efficace, ci sono alcuni concetti da tenere a mente.

Deep Linking

Il concetto di Deep Linking, nell’ambito della SEO, consiste nel creare link “profondi”, cioè collegamenti che consentono di passare da una pagina più superficiale ad una pagina più specifica (per intenderci, che non sia ad esempio la homepage o la pagina di contatto).

Questa tecnica è ampiamente utilizzata principalmente per assicurarsi che tutte le pagine “orfane” (pagine, cioè, prive di link in entrata) vengano correttamente indicizzate e ricevano valore dalle pagine più importanti.

Ti consigliamo di eseguire scansioni periodiche del tuo sito web per individuare eventuali pagine orfane e assicurarti che tutte le pagine siano indicizzate. 

Sfrutta poi i link interni per passare Link Juice, o Link Equity, e invogliare l’utente a leggere altri contenuti correlati.

Gerarchia degli argomenti ben strutturata

Oggi tutti i siti di successo hanno una architettura chiara degli argomenti trattati, che permette sia agli utenti che ai motori di ricerca di comprendere lo scopo di ogni sezione del sito.

Può sembrare scontato, ma è importante che il tuo sito abbia una struttura gerarchica degli argomenti ben chiara e che ci siano elementi strutturali che aiutino l’utente nella comprensione di tale struttura, ad esempio sfruttando i menù di navigazione, i breadcrumb o i tag di categoria al fondo di un articolo.

Per approfondire leggi questa guida all’Internal Linking.

Ottimizzazione mobile

Dal 1 luglio 2019, tutti i Google applica l’indicizzazione mobile-first, in inglese Mobile-First Indexing, a tutti i nuovi siti web, mentre per i siti più vecchi la transizione da desktop-first a mobile-first indexing avviene man mano che il motore di ricerca ritiene che il sito sia pronto.

A partire dal 2020, comunque, Google ha annunciato in più occasioni che presto la transizione sarebbe stata completata per tutti i siti web, per cui se il tuo sito è stato pubblicato prima del 1 luglio 2019 e attualmente non è ancora passato al mobile-first indexing, è il caso di affrettarti a rendere il tuo sito completamente mobile friendly!

L’indicizzazione mobile-first prevede che Google utilizzi un crawler specifico per smartphone (Googlebot Smartphone). Dunque, questo bot analizzerà il tuo sito in base a criteri di mobile friendliness, ergo: se il tuo sito non piace agli smartphone, devi agire immediatamente.

I fattori più importanti per un sito mobile friendly sono la velocità di caricamento delle pagine e il design responsive, assicurati dunque che il tuo sito web sia stato realizzato rispettando questi criteri oppure prendi in considerazione l’idea di un redesign.

Strumenti gratuiti per fare On-page SEO

L’On-page SEO, come hai visto, è un insieme di moltissime attività anche molto diverse tra loro e non è facile tenere tutto sotto controllo, soprattutto se non si è un SEO Specialist o un’agenzia che si occupa di SEO e il tempo da dedicarvi non è sufficiente.

Ci sono vari strumenti che possono aiutarti nella gestione dell’On-site SEO e della SEO in generale, tra cui:

  • CMS: creare il tuo sito web con un Content Management System famoso, ad esempio WordPress o Drupal, ti consentirà di avere a tua disposizione plugin e moduli semplici da utilizzare per la gestione della SEO delle pagine web, senza dover imparare a scrivere codice
  • Google: sfrutta Google per fare ricerche sui tuoi competitor e sulle ricerche effettuate dagli utenti, utilizza gli strumenti gratuiti messi a disposizione come Google Analytics, Google Search Console e PageSpeed Insight per monitorare le performance SEO del tuo sito e ricevere suggerimenti su come migliorarle
  • Bing: sebbene Google sia il motore di ricerca più utilizzato, non dimenticare che esiste anche Bing, che viene installato automaticamente nei prodotti Microsoft e potrebbe rappresentare un vantaggio interessante, specie se i tuoi competitor si concentrano solo su Google! Usa Bing Webmaster Tools per gestire la SEO e usa Bing per fare ricerche su utenti e competitor
  • Screaming Frog SEO Spider: questo software è disponibile sia in versione gratuita che a pagamento e ti consente di effettuare una scansione del tuo sito web per individuare errori e opportunità per l’ottimizzazione SEO
  • Answer the Public: questo strumento online gratuito è utilissimo per fare keyword research e molto semplice da utilizzare. Dovrai solo inserire una parola chiave, selezionare lingua e Paese che ti interessano, successivamente riceverai una lista di keyword correlate utilizzate dagli utenti in base all’intento di ricerca e alla struttura della query
  • SEMrush: fra i più celebri SEO tool, SEMrush è una suite completa di tutti gli strumenti che servono a gestire l’ottimizzazione SEO di siti web in maniera professionale. Puoi utilizzare SEMrush con un account gratuito e sfruttare le funzionalità free offerte che, sebbene siano meno complete e limitate rispetto ai piani a pagamento, ti possono aiutare a fare la ricerca delle parole chiave, analizzare la Technical SEO e l’On-page SEO del tuo sito e molto altro.

Conclusioni

L’On-page SEO è la parte di ottimizzazione SEO che si occupa di migliorare il sito web attraverso attività da svolgere direttamente sulle pagine che lo compongono e sulla sua struttura.

I fattori di ottimizzazione di On-page SEO più importanti sono i contenuti, l’user engagement, la struttura tecnica (e la Technical SEO), l’internal linking e l’ottimizzazione mobile.

Dal momento che le attività di On-page SEO sono moltissime e richiedono varie competenze trasversali, tecniche e non tecniche, è sempre consigliato rivolgersi a professionisti o agenzie che ti aiutino a pianificare e attuare la strategia SEO per il tuo sito web.

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