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Comunicazione

Cos’è la comunicazione. Tra comunicazione interpersonale e comunicazione d’impresa

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Team WillBe

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Comunicazione

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14 minuti

PUBBLICAto il

29/07/2022

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Come esseri umani, comunichiamo ogni singolo istante della nostra vita. Lo facciamo con gli altri, e lo facciamo costantemente con noi stessi, ma ci siamo mai chiesti cos’è la comunicazione

Cos’è la comunicazione?

La comunicazione è un processo, nel quale trasmettiamo informazioni a una o più persone, attraverso lo scambio di un messaggio, che viene elaborato da chi lo riceve secondo un codice che deve essere comune.

La parola ‘comune’ qui è importante, perché se il codice non è condiviso fra noi e le persone con cui comunichiamo, la comunicazione rischia di spezzarsi e di non raggiungere il suo obiettivo, ovvero quello di trasmettere un certo messaggio.

Ecco che per capire cos’è la comunicazione è interessante guardare alla sua natura, che si dirama fondamentalmente in due tipi diversi: la comunicazione interpersonale, ovvero quella che avviene fra le persone e la comunicazione di massa o istituzionale, che in questo articolo chiameremo comunicazione di marketing o comunicazione d’impresa

La comunicazione istituzionale è quella organizzata da un’istituzione (Stato, Ente, Associazione…) o dai suoi rappresentanti, con lo scopo di informare una comunità o un gruppo che appartengono al proprio contesto sociale, accomunati da interessi ed esigenze comuni.

La comunicazione di impresa o comunicazione di marketing è quella che un’attività, intesa come impresa, azienda, brand… organizza per informare i propri clienti o potenziali tali sui propri prodotti o servizi, ma soprattutto per proporne la vendita.

Che si tratti di comunicazione interpersonale o di marketing, l’obiettivo è trasmettere il messaggio al meglio, per ottenere il risultato desiderato, che si tratti dell’emanazione di un provvedimento comunale (comunicazione istituzionale), di un ‘Ti aspetto alle 8.00 sotto casa’ (comunicazione interpersonale) o del promuovere l’uscita di un nuovo prodotto (comunicazione di marketing).

Vediamo allora come funziona la comunicazione e quali sono le abilità necessarie per renderla incisiva e di successo.

Come funziona la comunicazione?

Come visto, comunichiamo ogni singolo istante della nostra vita e questo può farci pensare che la comunicazione sia qualcosa di naturale, priva di passaggi o di strani intrecci.

Vero, la comunicazione è naturale, ma per diventare comunicatori eccellenti bisogna andare un po’ più in profondità e capire come funziona la comunicazione.

Scomodiamo la teoria della comunicazione, ovvero la scienza che studia l’invio e la ricezione delle informazioni, secondo cui ci sono diversi tipi di comunicazione, che si applicano a situazioni comunicative diverse.

Gli elementi tipici della comunicazione, sia essa interpersonale, istituzionale e di marketing, sono quattro: l’emittente, il messaggio, il canale e il ricevente.

Il concetto fila liscio: come emittente puoi pensare di inviare un’informazione usando un certo canale e, in un modo o nell’altro, il messaggio arriva al ricevente.

Tutto qui? In parte. Dietro c’è molto di più e per creare una comunicazione efficace, puoi farti le seguenti domande:

  • Con chi sto comunicando?
  • Che messaggio sto trasmettendo?
  • Sto usando il canale giusto?
  • Qualcosa influenzerà la ricezione del mio messaggio?
  • Come otterrò l’effetto desiderato?

 

Le risposte nelle prossime righe.

Tipi di comunicazione

Quando si parla di comunicazione si fa riferimento a tre macro tipi di comunicazione:

  • la comunicazione interpersonale che è uno scambio di informazioni tra due o più persone, può essere diretta, faccia a faccia, o mediata;
  • la comunicazione istituzionale, utilizzata dalle istituzioni per comunicare con la propria collettività;
  • la comunicazione di massa (comunicazione d’impresa o comunicazione di marketing) che consente di trasmettere e scambiare informazioni a un vasto pubblico e su lunghe distanze, con scopi informativi, persuasivi o commerciali. 

Nel processo di comunicazione è fondamentale scegliere il canale di comunicazione, il livello di comunicazione e i contenuti giusti. Ma prima, bisogna capire qual è la comunicazione più appropriata.

Se ti stai chiedendo in che senso la comunicazione deve essere appropriata, considera che esistono tre livelli di comunicazione interpersonale:

  • Livello verbale
  • Livello paraverbale
  • Livello nonverbale

 

Ed esistono quattro grandi tipi di comunicazione di marketing e comunicazione istituzionale (sia privata che pubblica): 

 

Capire qual è il livello di comunicazione più adatto per trasmettere il tuo messaggio, a seconda della situazione in cui ti trovi e del ricevente a cui vuoi che arrivi, è un passaggio necessario per sviluppare le tue capacità comunicative o aiutare la tua organizzazione a raggiungere i suoi obiettivi di comunicazione.

Livelli della comunicazione interpersonale

I livelli di comunicazione interpersonale universalmente riconosciuti sono tre: verbale, paraverbale e non verbale e, affinché un messaggio sia efficace, è bene che tutti e tre i livelli siano sintonizzati fra di loro. 

  • Il livello verbale è costituito dalle parole, dalle frasi, ovvero da ciò che crea il contenuto del messaggio.
  • Il livello paraverbale interessa le modalità, come ad esempio il volume della voce, ma anche il tono con cui scrivi un post.
  • Il livello nonverbale è l’insieme dei movimenti che assume il tuo corpo durante la comunicazione.

 

Se i tre livelli sono disallineati si genera confusione e di conseguenza scarsa credibilità, mentre quando i tre livelli sono in linea, si crea chiarezza e coerenza, ingredienti fondamentali per comunicare con efficacia in ogni situazione.

Comunicazione verbale e paraverbale

La comunicazione verbale usa la parola per condividere informazioni. Si tratta del modo più diretto, personale e probabilmente umano di comunicare, nonché della base di ogni relazione.

La comunicazione paraverbale riguarda i messaggi che esprimiamo attraverso il tono di voce (ed anche il volume, il ritmo e il timbro), i silenzi e le pause, le risate. La comunicazione paraverbale avviene in contemporanea a quella verbale. Una frase può trasmettere significati completamente diversi a seconda dell’enfasi che si pone sulle parole o sul tono della voce.

Quando comunichi verbalmente è bene che tu consideri due fattori: la scelta delle parole e il tono, dove entrambi dipendono dal livello di conoscenza dell’argomento che ha il pubblico (o ricevente) a cui ti rivolgi.

Se, ad esempio, stai parlando di un argomento sconosciuto al tuo pubblico, occorre usare parole chiare ed evitare tecnicismi, per non creare confusione in chi ti ascolta, perché questo potrebbe generare a sua volta distrazione, e nei peggiori casi, l’abbandono della conversazione.

Allo stesso modo, il tono della comunicazione dovrebbe essere scelto in base a chi hai di fronte, magari più formale con persone che non conosci o con cui stai stringendo affari, più colloquiale con gli amici.

Comunicazione nonverbale

Qui entra in gioco il linguaggio del corpo, perché con la comunicazione non verbale invia messaggi senza parlare. 

Eppure, si tratta di messaggi potenti, spesso in grado di decretare il successo di una comunicazione e semplicemente la comprensione di un messaggio.

Dalle espressioni facciali, al contatto visivo, dalla posizione delle braccia al modo in cui ti tocchi i capelli, la comunicazione non verbale conta.

Conta quando stai ascoltando qualcuno e conta quando a tua volta stai comunicando, perché può sminuire il valore di un messaggio o, viceversa, chiarirlo se non addirittura amplificarlo.

I tipi di comunicazione d’impresa

Esistono 4 grandi livelli di comunicazione di marketing e comunicazione istituzionale, sia privata che pubblica. 

Possiamo anche chiamarli tipi di comunicazione di marketing, ma il termine livelli di comunicazione sembra essere più appropriato.

  • Comunicazione visiva
  • Comunicazione verbale
  • Comunicazione scritta 
  • Comunicazione strategica 

Comunicazione visiva

La comunicazione visiva è l’invio di informazioni attraverso le immagini: fotografie, grafiche e grafici, modelli e qualsiasi altro elemento visuale possa permettere a chi lo guarda di creare l’associazione con un messaggio.

Ad esempio, una emoji che raffigura una faccina con il termometro trasmette il messaggio di una persona con la febbre. 

Lo scopo della comunicazione visiva è chiarire il messaggio, rafforzarlo se serve e anche suscitare un interesse che coinvolge più sensi, su tutti la vista.  

Questo interesse, a sua volta, alza la soglia di attenzione, rendendo il messaggio potenzialmente più efficace.

Comunicazione verbale

Come accade nella comunicazione interpersonale, anche la comunicazione di marketing verbale presuppone l’impiego delle parole per condividere le informazioni.

Le parole possono essere veicolate attraverso la Tv, la radio, i podcast e i canali social che presuppongono la presenza di contenuti video.

Alla base c’è il linguaggio, termine che intende un insieme di suoni, di simboli  e di movimenti dotati di significato, che definiscono una lingua comune.

La comunicazione verbale è efficace quando emittente e ricevente raggiungono un accordo sui significati del linguaggio che condividono.

Per questo il modo di dire ‘parliamo la stessa lingua’, va oltre l’idioma di un paese, e assume un significato più pieno, perché comprende anche la capacità di capirsi attraverso suoni, movimenti e simboli comprensibili alle parti che stanno comunicando.

Comunicazione scritta

Anche in questo caso, si tratta di una comunicazione dove la parola assume una forma scritta per veicolare un certo messaggio.

L’esempio più chiaro è il giornale, che può essere un quotidiano, un magazine, un periodico ecc. che convoglia informazioni espresse con parole, ordinate in un supporto cartaceo oppure online.

La comunicazione di marketing scritta ha assunto una natura sicuramente più ibrida nel presente rispetto al passato, e oggi si accompagna alle immagini (comunicazione visuale) e alla voce (comunicazione verbale) per rendere più efficace e memorabile il messaggio.

Comunicazione strategica

La strategia è un piano che viene impostato, coordinato e seguito per ottenere determinati obiettivi.

La comunicazione diventa quindi strategica, quando viene plasmata su determinati obiettivi da raggiungere, che possono essere persuasivi, ma anche informativi o promozionali.

Un esempio di informazione strategica di marketing può essere la scelta di far precedere al lancio di un prodotto un periodo di curiosity o hype, in cui non si svela il contenuto protagonista della comunicazione, ma lo si rende più attraente e desiderato, grazie alla capacità di far nascere interesse attorno ad esso.

Concetti di comunicazione: informazione, ridondanza e rumore

Finora abbiamo visto cos’è la comunicazione interpersonale, cos’è la comunicazione istituzionale e cos’è la comunicazione di marketing e quali sono i loro livelli.

Queste sono le basi da cui partire per un viaggio di scoperta su quelli che sono alcuni concetti di comunicazione.

Si tratta di ‘ingredienti’ che, in alcuni casi, sono dei dati di fatto, come l’informazione, un elemento di disturbo, il rumore, che può rendere la comunicazione più complicata e inefficace e, infine, un elemento di costo come la ridondanza, utile e talvolta indispensabile quando si voglia garantire maggiormente la comprensione del messaggio e il successo della comunicazione.

Questi concetti di comunicazione interessano sia la comunicazione interpersonale che la comunicazione istituzionale e la comunicazione di marketing.

Informazione

L’informazione è un insieme di nozioni legate fra di loro, con cui l’idea prende forma e viene comunicata agli altri.

Quando abbiamo visto cos’è la comunicazione, abbiamo capito che si tratta di un processo che coinvolge più persone (anche se ognuno di noi comunica con sé stesso ed è bene ribadirlo).

L’informazione è un aspetto, o concetto della comunicazione, è l’insieme di nozioni, quindi di dati, che hanno un valore, sia perché aumentano la conoscenza, sia perché possono essere potenzialmente utili a chi li riceve.

Ridondanza

C’è ridondanza in un messaggio quando contiene informazioni maggiori a quelle teoricamente necessarie. 

La ridondanza può essere utile, quando ad esempio vuoi arricchire e ribadire un messaggio, renderlo completo ed esaustivo, ed è certamente funzionale quando lo stesso messaggio viene intenzionalmente ripetuto più volte, come succede ad esempio negli spot pubblicitari che vengono trasmessi non-stop dalla tv, per ottenere che tutti i componenti del target siano raggiunti e che sia capace di produrre comprensione e memorizzazione del messaggio.

Talvolta la ridondanza può generare disattenzione e, di conseguenza, abbandono da parte di chi sta ascoltando, guardando o leggendo il tuo messaggio. Succede se è troppo pieno di informazioni, tanto più se sono difficili da elaborare o danno la percezione di non essere utili, e quindi di far perdere tempo.

Rumore

Il rumore è tutto ciò che si mette ‘in mezzo’ fra chi emette un messaggio e chi lo riceve.

Il rumore può essere fisico, come ad esempio il clacson di una macchina che strombazza mentre stai parlando con qualcuno, ma anche metaforico.

Rumore è, infatti, ogni tipo di disturbo che può intervenire mentre stai comunicando e che può compromettere il risultato comunicativo, dall’errore grammaticale in una mail importante, all’uso di immagini inappropriate a corredo di un post social.

Stili di comunicazione

Quando si parla di stili di comunicazione si deve separare l’aspetto proprio della comunicazione interpersonale da quello della comunicazione d’impresa.

Gli stili comunicativi della comunicazione interpersonale

Qualsiasi sia il tipo di comunicazione che usi – verbale, non verbale, scritta o visuale – userai uno di questi quattro stili di comunicazione: passivo, aggressivo, passivo-aggressivo e assertivo

Il punto è che solo uno di questi permette di ottenere il risultato che desideri attraverso la comunicazione, quindi è bene conoscerli per scegliere consapevolmente.

Comunicazione passiva

La comunicazione passiva viene utilizzata quando le persone desiderano apparire indifferenti rispetto all’argomento in questione. Supportano tutte le opinioni, non importa quanto diverse esse siano da ciò che pensano o provano davvero.

Questo stile di comunicazione viene universalmente considerato limitante,  perché le informazioni stesse sono limitate alle idee di coloro che le hanno già elaborate ed esposte.

Comunicazione aggressiva

La comunicazione aggressiva viene utilizzata quando le persone sopraffanno la conversazione con i propri pensieri e si rifiutano di ascoltare le idee degli altri.

Essere aggressivi non è un buon modo per comunicare. Intimidisce gli altri dal condividere i propri pensieri e vanifica lo scopo di una conversazione, che è condividere e discutere idee.

Comunicazione passivo-aggressiva

Uno stile passivo-aggressivo viene utilizzato quando le persone si presentano come se non gli importasse di qualcosa, ma con un atteggiamento indirettamente arrabbiato e accusatorio. 

Questo stile di comunicazione è considerato inefficace perché ambiguo.

Comunicazione assertiva

Essere assertivi è il modo più efficace per comunicare. Con questo stile, le persone esprimono i loro pensieri, idee e opinioni rispettando e ascoltando anche quelli degli altri.

La comunicazione assertiva include l’offerta di idee, la richiesta di feedback e poi l’ascolto effettivo. Tutte le idee sono espresse, ascoltate e rispettate. 

 

Può essere facile parlare in modo passivo quando, ad esempio, si è timidi, in modo aggressivo quando si è arrabbiati e in modo passivo-aggressivo quando si è entrambi. 

Tuttavia, per essere un comunicatore efficace e avere una conversazione utile, bisogna essere assertivi.

Registri comunicativi o registri linguistici

Prima di parlare degli stili di comunicazione di impresa è bene definire i registri linguistici o registri comunicativi.

Questo perché i registri vengono scelti e applicati sia nella comunicazione interpersonale che nella comunicazione istituzionale e nella comunicazione di impresa.

Delle volte i registri linguistici vengono anche chiamati livelli linguistici, perché sono stati definiti in base a un vero e proprio livello, che può essere ascendente se si parte dal più elevato al più informale, o discendente se si fa il percorso inverso.

Ne sono stati codificati principalmente tre:

  • Registro elevato (livello comunicativo elevato)
  • Registro colloquiale o burocratico (livello comunicativo medio)
  • Registro familiare (livello informale)

 

Registro elevato

Viene impiegato soprattutto nelle comunicazioni verbali o scritte che richiedono alti livelli di formalità o in cui si desidera usare particolare cura espressiva, soprattutto perché il pubblico di riceventi è solitamente ampio o non personalmente conosciuto.

Il lessico è ricercato, elegante e rispettoso, perché l’obiettivo è trasmettere importanza, ufficialità o solennità, per questo il livello comunicativo viene anche detto elevato.

Registro colloquiale o burocratico

È il registro delle comunicazioni sociali e dei rapporti di lavoro. In questo caso il lessico si adegua alla situazione, per questo ha una natura varia e il livello comunicativo viene definito medio.

Il pubblico di riceventi è conosciuto, e può trattarsi di colleghi di lavoro, di lettori di un giornale di moda, anche di utenti di uno specifico social network.

Registro familiare

È il registro che si utilizza con riceventi conosciuti, con cui si ha confidenza, per questo il livello comunicativo viene detto informale, in quanto è poco controllato, e può sfociare anche nel gergo.

Gli stili comunicativi nella comunicazione di marketing

Lo stile comunicativo nella comunicazione di impresa o di marketing può essere inteso in due modi diversi, che confluiscono però in un’unica direzione.

Lo stile comunicativo di impresa è, infatti, sia lo stile che l’impresa sceglie di adottare nelle sue comunicazioni, ma anche lo stile che le appartiene, ovvero che la definisce e le permette di distinguersi dalle altre.

Essendo lo stile l’insieme di elementi formali, ovvero universalmente riconosciuti, che definiscono un genere, lo stile comunicativo di impresa è l’insieme degli elementi verbali, scritti, visuali e anche non visuali che l’impresa sceglie di impiegare nella sua comunicazione.

Se pensiamo ad esempio al genere dark, esso ha elementi verbali che appartengono solo ad esso (vampiri, scheletri, mostri…), così come ha elementi visuali tipici (immagini di certi personaggi e colori quali il nero o il viola) e anche elementi non visuali specifici (in una sfilata di abiti dark difficile che qualcuno si faccia una risata).

Il tono di voce

Il tono di voce è il modo in cui si interpreta lo stile d’impresa attraverso la propria capacità espressiva.

Ad esempio, se un’agenzia organizza viaggi per neodiplomati a Ibiza, il tono di voce è il modo con cui questo messaggio viene trasmesso ai riceventi, ovvero ai potenziali clienti.

Difficile che la stessa agenzia scriva un post social iniziando con ‘Egregi diplomandi’, più probabile che la comunicazione adotti un tono di voce colloquiale, che fa iniziare il post con “Ehi ragazzi”.

 

Esistono, comunque, 4 tipi di toni di voce freddo neutro, caldo e colorato.

Tono di voce freddo

Il tono di voce freddo è burocratico, istituzionale, e viene definito freddo perché manca il calore di un rapporto fra persone che si conoscono.

Viene utilizzato solitamente nelle comunicazioni istituzionali, come ad esempio le leggi, le normative, i codici….

Tono di voce neutro

È il tono di voce professionale, che può assumere una forma onirica quando fa riferimento ai sensi, al sogno, all’esplorazione di certi concetti, senza per questo assumere una forma più colloquiale.

Tono di voce caldo

Colloquiale e amichevole: è il tono di voce che si usa con gli amici nella comunicazione interpersonale, e che la comunicazione d’impresa utilizza per sciogliere le barriere che possono nascere con i riceventi, o meglio con i potenziali clienti del prodotto o servizio.

Tono di voce colorato

Questo tono di voce sale di uno scalino perché utilizza elementi che non appartengono agli altri toni, ovvero l’aggressività o l’ironia.

Un tono di voce aggressivo contiene intenzione di attacco, così come può contenerla anche il tono di voce ironico, seppur in modo più elegante e filtrato dall’ironia.

Canali di comunicazione

Per fare chiarezza e facilitarci le cose, possiamo suddividere i canali di comunicazione in base ai due diversi tipi di comunicazione, la comunicazione interpersonale e la comunicazione istituzionale o di impresa.

Molto spesso viene utilizzato il termine strumenti di comunicazione invece che canali di comunicazione. Sono due modi per dire la stessa cosa e in questo articolo preferiamo utilizzare ‘canali di comunicazione’.

Il canale della comunicazione interpersonale è il corpo, ovvero la voce nella comunicazione verbale e il corpo in quella non verbale.

Sguardo, posizione delle braccia e delle gambe, ammiccamenti, lacrime, sono tutti elementi non verbali che però comunicano, ovvero trasmettono un messaggio.

Possiamo inserire nella comunicazione interpersonale scritta le mani perché, che si tratti di penna o di tastiera, questa è la parte del corpo che viene utilizzata per generare fisicamente il messaggio, anche nella lingua dei segni.

Canali di comunicazione d’impresa

I canali della comunicazione di impresa vengono talvolta definiti strumenti di comunicazione.

In questo articolo ci riferiamo ad essi come canali di comunicazione, in quanto hanno il potere di canalizzare un messaggio, ovvero di trasmetterlo ai riceventi.

Per semplificare, dividiamo i diversi canali della comunicazione di impresa basandoci sulla divisione fatta in merito ai 4 grandi livelli della comunicazione di impresa:

  • Comunicazione visiva
  • Comunicazione verbale
  • Comunicazione scritta
  • Comunicazione strategica

 

Canali visivi di comunicazione di impresa

I canali visivi della comunicazione di impresa sono quelli che veicolano il messaggio attraverso le immagini.

Da un punto di vista originario, rientrano in questo gruppo le fotografie e gli elaborati grafici, e possiamo intendere come canali visivi della comunicazione di impresa i veicoli che trasmettono le immagini al ricevente, come ad esempio:

  • Loghi
  • Cataloghi, brochure, flyer…
  • Cartelloni pubblicitari
  • Packaging
  • Social network

 

È importante considerare che una comunicazione visuale pura difficilmente può esistere, perché essa si unisce ad altri livelli come la comunicazione verbale. 

Un classico esempio può essere un cartellone pubblicitario, dove il logo di un’impresa si unisce all’immagine di un prodotto e alla foto di una persona che lo usa o lo indossa.

Canali verbali della comunicazione di impresa

I canali verbali della comunicazione di impresa implicano che venga utilizzata la voce.

Come succede per la comunicazione visuale, essa difficilmente si mantiene pura, e si fonde con altri livelli, come quello visuale o strategico.

Di base i canali verbali della comunicazione di impresa sono:

  • Radio
  • Video
  • Podcast
  • Social network dove sono presenti video

Canali scritti della comunicazione di impresa

La comunicazione scritta presuppone che vi siano delle parole scritte che trasmettono un messaggio.

Anche in questo caso, essa si unisce solitamente al livello strategico, ma anche visuale o verbale.

Di base, la comunicazione di impresa scritta usa questi canali:

  • Comunicati stampa
  • Articoli, redazionali, long form
  • Descrizione di prodotti/servizi

 

Canali strategici della comunicazione di impresa

Ogni canale è strategico per la comunicazione di impresa.

Spetta agli addetti ai lavori scegliere quello adatto, in base all’obiettivo che si desidera raggiungere e al target di riferimento.

Un comunicato stampa, quindi un canale scritto di comunicazione di impresa, viene solitamente veicolato quando un’impresa necessita di far conoscere un preciso aspetto della sua attività.

Solitamente viene inviato via mail, ma all’invio a un pubblico selezionato può fare seguito la pubblicazione su un sito web e la condivisione sui social network, dove lo stesso comunicato può arricchirsi di una parte visuale con l’aggiunta di fotografie o di elementi grafici.

Funzioni della comunicazione

Ci sono sei funzioni della comunicazione universalmente riconosciute secondo le teorie di Jakobson. 

Esse sono valide sia per la comunicazione interpersonale che per la comunicazione istituzionale e la comunicazione di impresa.

Conoscerle è utile per capire così la comunicazione negli aspetti più profondi:

  1. Funzione referenziale: riferisce informazioni a chi legge o ascolta, ad esempio ‘Domani ci sarà il sole
  2. Funzione emotiva: mostra nel messaggio il proprio stato d’animo, ad esempio ‘Oggi sono molto felice
  3. Funzione conativa: cerca di influire sulle decisioni/azioni degli altri attraverso ordini o persuasioni, ad esempio ‘Sarebbe meglio che prendessi quella decisione
  4. Funzione fática: si basa sul canale e richiama l’attenzione di chi ascolta su di esso, ad esempio  ‘Pronto?’,  ‘Mi ascolti?’, ‘Prova microfono
  5. Funzione poetica: quando si pone al centro del messaggio l’aspetto fonico delle parole, la costruzione e la scelta delle parole, ad esempio  ‘Ieri il sole brillava sul mare argentato
  6. Funzione metalinguistica: quando si usano parole per spiegare le parole, o la lingua per parlare della lingua, ad esempio ‘Enorme significa molto grande’.

 

Le funzioni della comunicazione sono spesso miste, ovvero si intrecciano fra di loro, così un messaggio può essere, ad esempio, emotivo e referenziale, ma anche emotivo, referenziale e metalinguistico ecc.

Capacità di comunicazione

La capacità di comunicazione è data da un insieme di qualità, di competenze e di abilità che possiamo tutti apprendere e migliorare.

Di base, ce ne sono sette di fondamentali per comunicare in modo chiaro ed efficace.

Esse sono collegabili sia alla comunicazione interpersonale che alla comunicazione istituzionale e di impresa e sono le capacità di:

  • Ascoltare
  • Conoscere il pubblico
  • Fare attenzione ai segnali non verbali
  • Scrivere in modo chiaro e conciso
  • Comunicare il giusto (né troppo, né troppo poco)
  • Chiedere feedback 
  • Generare punti chiave nei messaggi
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