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Brochure Aziendale

Come creare una brochure aziendale (anche digitale) e far crescere il tuo business

Autore

Team WillBe

CategoriE

Progettazione grafica

Tempo di lettura

8 minuti

PUBBLICAto il

01/09/2021

Le brochure aziendali sono un biglietto da visita importante, anche nell’era Internet. Potete farle “in casa”, ma… attenti ai danni di immagine!
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Cosa sono brochure, depliant e catalogo

Facciamo un po’ d’ordine tra questi strumenti di comunicazione che in alcuni settori e contesti non hanno perso la loro efficacia nel raccontare e rendere memorabile l’essenza di un’azienda, di una organizzazione, di una gamma di prodotti o servizi (talvolta di una iniziativa culturale, di una località turistica, ecc.).

La brochure o opuscolo

Una brochure, termine francese, è in sostanza un opuscolo, uno stampato composto da 8 o più pagine. Quando le facciate sono di meno si parla di pieghevole. 

Una brochure si ottiene, infatti, sovrapponendo più fogli, stampati fronte e retro, e piegati a metà (4 facciate ognuno). Per questo, quando si calcola il numero di pagine che comporrà il vostro opuscolo, si deve sempre ragionare per multipli di 4 (8, 12, 16…).

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Brochure Tiffany & Co. - Behance, Stefanie Brückler

Depliant, pieghevole o flyer

Il depliant, come spiega la parola francese, è invece costituito da un singolo foglio, in diversi possibili formati, e ripiegato in più parti. 

Per esempio, può avere due pieghe e costituire il classico sestino, con sei potenziali facciate (3 fronte e 3 retro) su cui scrivere e inserire immagini.

Il suo compito non è molto diverso da quello di una brochure, ma richiede diversi espedienti grafici per la sua realizzazione e può costringere a una maggiore sintesi nei contenuti.

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Flyer Sorrento Lemon Jazz Festival - WillBe

Catalogo commerciale

Il catalogo, così come la brochure, è costituito da più pagine rilegate insieme. Non esiste un confine numerico assoluto tra i due formati, ma possiamo assumere che il catalogo somigli di più a un libro o a una rivista, realizzato a scopo commerciale.

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Catalogo commerciale Victor Philippe - WillBe

Come creare una brochure di presentazione aziendale 

Scegliere il formato e la rilegatura più adatta

Una volta stabilito che quel che vi serve è, effettivamente, una brochure, è necessario individuare il formato, numero di pagine e il tipo di rilegatura.

La scelta del formato

Nella scelta del formato occorre aver ben chiaro due cose:

  • l’interlocutore o lettore ideale che consulterà la pubblicazione
  • il contesto di utilizzo, dove e quando la brochure verrà aperta e consultata

 

Ma per evitare incomprensioni con la stamperia e per utilizzare al meglio i servizi di stampa online occorre avere ben chiaro che il formato possiede due aspetti dimensionali ben precisi:

  • formato chiuso ovvero le dimensioni dello stampato rilegato e finito
  • formato aperto, le sue dimensioni massime quando il lettore lo consulta
Conosci la differenza tra pagina, facciata e foglio?

Pagina e facciata si riferiscono allo stesso concetto, ma facciata risulta meno ambiguo per i non addetti ai lavori. Ogni foglio è composto da due facciate (o pagine)

La rilegatura

Le offerte a disposizione sono:

  • Punto metallico: le classiche graffette che troviamo nelle riviste. Sono solitamente consigliate fino a un massimo di 64 pagine

  • Brossura fresata o a colla: le pagine sovrapposte sono fresate sul brodo dove è poi aggiunta la colla per tenerle unite. Molto diffusa in editoria per i libri, è consigliabile a partire da circa 52 pagine, ma diventa meno efficiente se si superano le 200 pagine

  • Ganci omega: abbastanza diffusi su riviste e quaderni, hanno caratteristiche sovrapponibili ai punti metallici

  • Spirale metallica: quella tipica dei quaderni. Se ne suggerisce l’uso a partire da almeno 10 pagine (meglio se sono di più), ma è poco funzionale se si superano le 60/64 pagine circa

Definizione dei destinatari e degli obiettivi

Individuate l’interlocutore

L’interlocutore, o il destinatario, determina il tono e il linguaggio da usare ma, almeno in parte, anche lo stile grafico e il formato. 

È importante avere chiaro a chi parlate, perché sarà il protagonista dell’opuscolo. Se si tratta di specialisti potrete sfoggiare terminologia tecnica, con i profani dovrete fare uno sforzo di chiarezza, nei giovani dovrete solleticare le loro fantasie e con un pubblico più attempato potrete indulgere in qualche nostalgia. 

In ogni caso, non date mai per scontato il loro interesse e il loro tempo: è un bene prezioso aggredito da molti agguerriti concorrenti e saperlo guadagnare è una piccola impresa. Mettete subito in chiaro che potete risolvere un loro problema, o garantire comunque la loro soddisfazione.

 

Le occasioni giuste per materiali di comunicazione efficaci

Prima di realizzare o commissionare una brochure, dovete avere chiari i vostri obiettivi

Lo sappiamo, lo scopo ultimo, se avete un’attività commerciale, è fare più soldi di quanti ne spenderete, ma quale via intendete battere? La vostra brochure finirà nel kit per una fiera, nelle mani di un cliente che vi conosce o che contatterete direttamente? Dovrà risolvere un problema commerciale o di branding?

Una brochure comporta dei costi, grandi o piccoli, ed è un’occasione che non va sprecata per l’assenza di una chiara strategia.

 

Aggiornare il cliente

Uno degli scopi della brochure potrebbe essere aggiornare un vostro cliente sulla gamma dei vostri servizi e/o prodotti. In questo caso, se un depliant vi sta stretto, potreste affidarvi a un opuscolo che non superi le 8 pagine. Uno strumento leggero, ma consistente, che si adatti a diversi canali di distribuzione.

 

Raccontare l’azienda, le monografie

Dovete presentarvi a un pubblico che non vi conosce? Avrete più cose da dire, e l’esigenza di sottolineare la vostra autorevolezza. 

Molto dipende dalle dimensioni del vostro business, dalla vostra capacità di spesa e dal peso che avrà la brochure nella strategia di marketing complessiva.

Sarebbe necessaria una analisi dettagliata, soprattutto di fronte a un pubblico specializzato.

Ricordatevi che una brochure è una carta di identità della vostra azienda, ha un ruolo molto importante: presenta il vostro business e crea la fiducia con i vostri potenziali clienti.

 

Manuale interno, il marketing al servizio delle HR

Potreste avere bisogno di istruire i vostri collaboratori su storia, modus operandi, regole di comportamento e di comunicazione esterna del vostro marchio

Potreste trasformare lo stesso dipendente nel primo fan dell’azienda e renderlo capace di promuoverne i valori aziendali. Favorire la diffusione interna della conoscenza ha effetti sulla credibilità strategica, crea quel patrimonio intangibile che permetterà al management di guidare il cambiamento.

Un opuscolo che ogni dipendente dovrebbe poter tenere a portata di mano e di facile consultazione: 20 pagine, e non più del doppio, potrebbero essere il vostro formato.

 

Una brochure per un’iniziativa “estemporanea”

La tempestività e l’agilità, quindi, sono tutto. Un opuscolo di non più di 8 pagine potrebbe essere il formato che fa per voi, con un obiettivo da non dimenticare: possibilità di riutilizzare la grafica e l’impaginazione, aggiornando esclusivamente i contenuti.

Messaggi, testi e tono di voce per una brochure

Il racconto della vostra attività è delegato soprattutto al linguaggio testuale.
Non di sola grafica e immagine si vive, anzi!
Una volta che avrete attratto l’attenzione del pubblico, È importante usare claim efficaci, che lascino la giusta impronta e, magari, sappiano ripresentarsi nella testa dell’interlocutore quando avrà bisogno di voi. Non sottovalutate la qualità linguistica del testo: 

  • chiarezza e precisione nella terminologia trasmettono la vostra serietà professionale, ma dovrete anche… sedurre
  • editing e correzione bozze sono imprescindibili, in un libro di 300 pagine, un refuso qua e là non fa troppo danno, ma su un depliant di 4 facciate balza all’occhio, e suggerisce sciatteria e disattenzione
  • se il vostro business ha orizzonti internazionali (e può accadere anche a un semplice negozio in località turistica) valutate la traduzione in più lingue e, se possibile, non fidatevi di Google Translate. È uno strumento formidabile per farsi un’idea di una pagina web e per capire il contenuto di un articolo, ma non consegnategli la vostra immagine aziendale all’estero!

 

Dite chi siete oggi, non ieri

Nella maggior parte dei casi i depliant e le brochure aziendali servono a fare sapere chi siete e cosa fate. Se avete una storia alle spalle è giusto valorizzarla, ma mai a danno del presente. Siete sul mercato di oggi e non di ieri, il curriculum vi qualifica, ma la storia è piena di marchi illustri ormai decotti.

 

Non dite cosa fate, ma perché

La frase è dell’esperto di marketing Simon Sinek: “la gente non compra quello che fai ma perché lo fai”. 

Il cliente deve sentirsi il protagonista della vostra comunicazione, non lo spettatore.
Dovete fargli capire che è di lui (o della sua azienda) che state parlando, perché ne conoscete i problemi, le ambizioni o perfino i sogni. E avete la risposta

La brochure può finire in mani distratte o preventivamente interessate, ma è importante catturare immediatamente l’attenzione con i vostri contenuti e la vostra immagine. Già, l’immagine…

Il ruolo del graphic design per gli strumenti di comunicazione aziendale

Non credete a quello che si dice: spesso l’abito fa il monaco. Certo, la prima impressione deve essere sostenuta da contenuti e competenza, per consolidare nel tempo i rapporti con il cliente, ma se si sbaglia la prima mossa, rimediare è molto complicato. Se avete già un logo, valorizzatelo; se non lo avete, progettatelo con molta attenzione

Siate coerenti con voi stessi:

  • Colori, design, immagini e font non sono uguali e trasmettono emozioni e messaggi diversi, suscitano attese o diffidenza
  • Fate lavorare la creatività, ma non dimenticatevi mai degli obiettivi
  • Preparatevi a scartare anche una soluzione grafica molto appariscente e ben fatta, perché non corrisponde alle vostre esigenze. Scrittori e registi tagliano da sempre scene e pagine molto belle, perché sono di troppo o “stonate”.
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Brochure aziendale RGTECH - WillBe

Fai da te, freelance o studio grafico professionale?

La tecnologia digitale mette in condizione anche persone senza una precisa e consolidata professionalità di realizzare una grafica che sembra divertente, e magari perfino un logo. 

È una scelta economica, ed è doveroso valutarla, senza sottovalutare il potenziale talento di chi vi sta intorno, in azienda, in famiglia, tra gli amici. 

Ma ricordatevi del proverbiale monaco e, soprattutto, misurate il risparmio economico nel tempo. 

Un logo e una grafica coordinata rischiano di accompagnare il vostro business a lungo, e se fate un passo falso all’inizio… be’ vi troverete con un pessimo tatuaggio in bella vista, e sarà per sempre fonte di (pre)giudizi. 

Abbiamo scritto dell’importanza di un’immagine coordinata. Non conta quanto piccolo sia il vostro business: è il vostro. 

La brochure aziendale è uno dei tasselli fondamentali, insieme al logo, al sito, ai social media, alla carta intestata e, se è il vostro caso, al packaging dei prodotti. 

Si può correre al riparo dopo un passo falso, ma avrete perso tempo e quindi denaro. Gli studi di professionisti non chiedono di meglio che proporvi preventivi e raccontarvi cosa possono fare per voi.

Brochure cartacea o digitale? 

Non c’è alcuna contrapposizione tra brochure stampata e brochure digitale. La comunicazione aziendale, per ogni tipo di business dal più piccolo al più grande, deve passare attraverso distinti momenti di interesse e consapevolezza del potenziale cliente e diversi canali di comunicazione che si integrano ed entrano in sinergia. 

Occorre grande energia per elaborare un’identità visiva memorabile, scegliere i claim persuasivi, affinare il brand e le sue declinazioni in contesti sempre più dinamici

Non sono attività che si fanno espressamente per la progettazione di una brochure, ma in essa acquisiscono un ché di unico, avvolgente e completo.

Quando si riesce a conseguire questo equilibrato ecosistema di marca all’interno di un singolo materiale di comunicazione, è solo l’inizio e si è pronti ad approfittare di ogni opportunità.

Gli inglesi lo chiamano repurposing, riutilizzare. È antieconomico creare per poi non sfruttarlo al meglio in ogni canale e momento di consumo.

Una brochure in formato digitale, detta anche e-brochure, si adatta perfettamente a nuovi modelli di comunicazione e distribuzione e permette di ottenere il massimo ritorno dell’investimento già messo in campo con un impegno minimo.

Talvolta è possibile realizzare brochure interattive partendo da progetti già realizzati in precedenza. Si possono inserire indici dei contenuti cliccabile, video aziendali, ecc.

Conclusioni

La nostra natura è sempre analogica: una brochure cartacea ben costruita, con i claim giusti corredati da immagini efficaci e stampata su una carta piacevole al tatto può catturare l’attenzione e custodirla a lungo.

La comunicazione commerciale e l’attività di marketing devono oggi esplorare tutti i canali e le opportunità disponibili.

Sarebbe scorretto considerare la brochure una cenerentola della strategia comunicativa: l’importante è presentarsi all’appuntamento giusto con lo strumento più adeguato e saper valorizzare il proprio marchio su qualunque medium, con coerenza e, nello stesso tempo, necessaria flessibilità. 

Saranno sempre i vostri contenuti a fare la differenza e a determinare il valore (o il disvalore) della strategia o dello strumento scelto.

L’unico vero errore è affidare il vostro marchio a un messaggio scialbo e improvvisato.  

Un errore che si può evitare ponendo la giusta attenzione e cura ai punti che abbiamo illustrato:

  • Obiettivi chiari
  • Individuazione del destinatario
  • Grafica e formati all’altezza del vostro business
  • Editing attento del testo
  • Strategia di immagine coerente e coordinata
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